UN SIRACUSANO A CAPO del Reparto Comando e Supporto generale Regione militare Sud.
Il tenente colonnello Corrado Di Bartolo, 41 anni, siracusano, sposato, due figlie, è il nuovo comandante del Reparto Comando e Supporto generale del Comando Regione militare Sud.
La cerimonia di insediamento si svolgerà nei prossimi giorni alla caserma “Scianna” di corso Calatafimi a Palermo.
Il nuovo comandante ufficiale di Artiglieria proveniente dal 24° Reggimento Peloritani, di stanza a Messina, nonostante la giovane età vanta un curriculum di tutto rispetto maturato in tanti anni di servizio che hanno fatto del tenente colonnello Di Bartolo un fine conoscitore dell’Arma di Artiglieria.
Studioso della storia e delle tradizioni del 24° Artiglieria di Messina, dove ufficiale ha prestato servizio per tre lustri , si è reso protagonista di studi presso l’Ufficio storico dello Stato maggiore dell’Esercito che ne hanno fatto un esperto in tema di storia delle forze armate nella zona sud orientale della Sicilia. A lui si devono inoltre approfondite indagini su un aereo da caccia della Seconda Guerra Mondiale rinvenuto la largo delle coste orientali della Sicilia. A siracusa il colonnello Di Bartolo svolge ricerche storiche sullo sbarco del 10 luglio 1943, come socio alla associazione culturale di storia militare “LAMBA DORIA”.
Proveniente dai corsi regolari dell’Accademia militare di Modena, il tenente Di Bartolo è laureato in Scienze strategiche ed ha conseguito numerosi brevetti, tra cui quello di paracadutista alla Scuola militare di Pisa e quello di istruttore di scuola guida per mezzi ruotati e cingoli presso la Scuola Truppe corazzate di Caserta.
Tra gli incarichi ricoperti dal nuovo comandante quello di sottocomandante e comandante di Batteria Obici, di comandante di Batteria Comandi e Servizi, Capo centro tiro Capo ufficio maggiorità e personale, Capo Ufficio “Oai” e capo Ufficio Logistico. Tra le operazioni di servizio che lo hanno visto protagonista nei Vespri Siciliani, la Domino, strade sicure, e in Bosnia, la “Joint Guardian”.
Tutti i soci della associazione culturale Lamba Doria esprimono vive felicitazioni per l’importante incarico conseguito dal colonnello di Bartolo, sia come siracusano e come persona fine e colta in materia militare.
Centinaia di studenti affascinati dai preziosi cimeli dell' "Aosta"
Riportiamo l'articolo pubblicato da La gazzetta del Sud del 7 Marzo 2009.
Con la visita di una classe di un istituto superiore messinese si è conclusa ieri, nei locali del "24° Reggimento artiglieria Peloritani" di Messina la mostra di cimeli
"... due passi nella storia..." inaugurata nei giorni scorsi nell'ambito delle manifestazioni volute in occasione del 113. anniversario della Battaglia di Adua.
L'esposizione, ammirata da circa 500 persone, organizzata dal ten. col. Corrado Di Bartolo e curata da Giuseppe Galletta e Corrado Loiacono con la collaborazione del 1° maresciallo Pasquale Castrignanò, si componeva di tre sezioni tematiche: la battaglia di Adua e le Batterie siciliane, l'artigliere nella storia e lo sbarco in Sicilia con modellini che rappresentavano l'esercito italiano, l'esercito americano e quello italiano, alcuni dei quali realizzati da Cesare Iudica.
In esposizione anche una preziosissima e unica collezione di pistole e fucili del XVII e XVIII secolo messa a disposizione dal prof. Gaetano Ori Saitta.
Gli altri cimeli, tra questi anche bellissime divise d'epoca, erano invece provenienti dalle collezioni private del tenente colonnello Enrico Messale, del tenente colonnello Letterio Frisone, del tenente colonnello Corrado Di Bartolo e di Alberto Moscuzza, Nicola Di Benedetto, Vincenzo Caruso, Cesare ludica, Francesco Burgio, Francesco Caruso, Giuseppe Galletta, Corrado Loiacono, Cesare Consoli, Paolo Di Bartolo e dall'associazione "LambaDoria" di Siracusa presieduta dall' Avv.Alberto Moscuzza.
I visitatori hanno anche avuto modo di assistere alla proiezione del video "10 luglio 1943. Lo sbarco" realizzato con maestria da studenti e docenti dell'Istituto di istruzione secondaria superiore "Michelangelo Bartolo" di Pachino.
Particolarmente apprezzata l'iniziativa da parte dei giovani che, in questo modo, hanno avuto modo di "vivere", anche se per poco tempo, la realtà di una caserma e gli enormi passi in avanti fatti dall'Esercito italiano nel corso di questi ultimi decenni. A tal proposito sono state tantissime le domande fatte ai militari da parte di coloro che, in vista della maturità liceale, potrebbero intraprendere la carriera in "divisa".
Sempre nell'ambito delle manifestazioni organizzate per ricordare la Battaglia di Adua l'I marzo scorso si era svolto un convegno al teatro "Vittorio Emanuele" di Messina cui presero parte, anche in questa occasione, centinaia di giovani studenti provenienti da istituti della città e della provincia.
Nel corso dei lavori, moderati dal prof. ing. Cesare Fulci, si sono susseguite le relazioni del colonnello Antonello Arabia (comandante del 24° Peloritani), del prof. Santi Fedele, del prof. Vincenzo Caruso e del prof. Gian Carlo Stella, noto storico.
Presente anche l'avvocato Graziano Zattra, assessore del Comune di Noventa Vicentina. Città, questa, che nelle scorse settimane ha conferito la cittadinanza onoraria al Reggimento di artiglieria siciliano proprio per il suo legame con le Batterie Siciliane. A Noventa Vicentina è infatti nato il capitano Umberto Masotto.

La splendida divisa da Fallshirmjager Tedesco, a mio avviso la super star dell'evento espositivo.
Galleria Immagini
eventi precedenti - documenti
Presentazione Libro GELA Le operazioni dei reparti italianiDomenica 16 novembre è stato presentato il libro “Gela, Le operazioni dei reparti italiani nella battaglia del 10 – 12 luglio 1943” del Magg. Giovanni Iacono presso la sede del 34° gruppo radar di Siracusa . Promotrice dell’iniziativa è stata l’Ass. Lamba Doria rappresentata dal Presidente Alberto Moscuzza, presente anche l’Ass. Parcadutisti d’Italia; I labari di entrambi le associazioni facevano da sfondo alla sala.
Oratori sono stati il Cav. Renato Sisino, Pres. Onorario dell’Ass. L. D., e, ovviamente, il Magg. Iacono. Un folto pubblico ha ascoltato con interesse i due interventi. Il Cav. Sisino, reduce e testimone oculare di quelle vicende , ha presentato l’autore del libro leggendo una breve biografia ed poi ha introdotto l’argomento del libro dando al suo discorso una certa solennità e coinvolgendo appieno gli uditori. Subito dopo ha preso la parola il Magg. Iacono per illustrare le fasi salienti dei fatti svoltisi nel territorio di Gela durante lo sbarco degli anglo-americani, e precisamente nei giorni 10-12 luglio 1943, prendendo in esame lo schieramento delle forze italiane - ben evidenziato dalle immagini proiettate sullo schermo di fronte al pubblico - a difesa del suolo siciliano, primo lembo di terra italiana ad essere conquistato dagli alleati – ad esclusione delle isole di Pantelleria e Lampedusa già occupate un mese prima. Il Magg. ha ben illustrato l’avanzata di quest’ultimi e i vari scontri ingaggiati fra i due eserciti; contrariamente a quello che molti credono, le nostre F.F. A.A. in Sicilia si sono battute valorosamente e hanno posto una – seppur blanda – resistenza contro la soverchiante forza nemica, e per numero e per qualità di armi in dotazione; tra l’altro lo sbarco anglo-americano fu preceduto da bombardamenti aerei e dal lancio di paracadutisti dietro le nostre linee, questi ultimi con il compito preciso di sabotare i collegamenti fra i vari reparti italiani e quindi rendendo difficile e disomogenea la controffensiva italiana sulla fronte del territorio gelese. Un accenno è stato fatto pure ad un argomento di cui, a tutt’oggi, poco si conosce e se ne parla, ovvero i crimini di guerra commessi sia dai nemici, dovevano essere fulminei nell’avanzata e non potevano “permettersi” di fare prigionieri, sia dai “nostri” alleati, i tedeschi, che in più occasioni tentarono di appropriarsi – a volte riuscendoci – delle armi dei soldati italiani per utilizzarle “al meglio” contro il nemico, ma a questi soprusi spesso i nostri reagivano armi in mano. Questi episodi indegni sono rimasti per la maggior parte impuniti.
Ecco le conclusioni.
Le cifre dei caduti, dispersi e feriti di entrambi gli schieramenti - illustrate dal Magg. Iacono e riportate sul libro - sono una prova eloquente della temerarietà e dello sprezzo del pericolo dimostrati dai soldati italiani in quelle ore convulse.
L’avanzata fulminea che si erano imposti gli alleati nella conquista della Sicilia durò ben trentotto giorni, molti fanno presto a dire che furono pochi, ma bisogna ricordare che i tedeschi ne impiegarono altrettanti per la conquista della Francia, ciò consente di capire come l’occupazione della Sicilia non è stata una semplice passeggiata.
LaMesa M.
Un fenomeno vergognoso da condannare (31-01-2009)
Prende posizione la soprintendente , Mariella Muti, sulle lapidi offese da incuria, agenti atmosferici e soprattutto vandalismo, perchè si intervenga a ripulirle, e nonostante mille e più problemi economici, se ne occuperà la Soprintendenza . E' la prima reazione dopo la denuncia che l'Associazione Lamba Doria ha presentato ai Carabinieri e alla Procura della Repubblica. Le lapidi interessate sono quella dedicata al primo re d'Italia , del 1887; quella agli eroi risorgimentali e alla vittoria della Grande Guerra (1918) e quella dedicata al Carabiniere Salvatore Raiti, ucciso dalla mafia il 16 Giugno 1982, a Palermo.
Foibe: ai Cappuccini commemorate le vittime(La Libertà; 11-01-2009)
Commemorate ieri pomeriggio nel piazzale dei Cappucini, dall'associazione culturale "Lamba Doria", Alleanza Nazionale e da Azione Giovani, le vittime delle foibe di Istria e Dalmazia della Seconda Guerra Mondiale. Il deputato regionale, on.Vincenzo Vinciullo, vicepresidente della commissione "Affari Istituzionali", ha voluto ringraziare gli organizzatori per la grande sensibilità dimostrata e ha ribadito la sua adesione alla manifestazione nonostante la sua assenza, soltanto fisica, per impegni istituzionali. "Non potendo partecipare alla manifestazione dei cappuccini per impeggni all'Assemblea Regionale-ha sottolineato il parlamentare Vinciullo- volevo attestare la mia vicinanza agli organizzatori della manifestazione condividendo la volontà di quanti vogliono ricordare uno dei momenti più tragici della nostra storia. Per oltre cinquant'anni si è voluta nascondere la verità storica per coprire la ferocia e le barbarie di quanti sterminarono un popolo solo per il fatto di essere italiani e di non voler abbandonare la loro terra. Occorre condannare - concordando con gli organizzatori dell'evento- tutti quegli episodi che mortificarono la verità con la mistificazione. Onore a chi rivendica - ha concluso l'on. Vinciullo - la libertà del proprio popolo, della propria vita, della propria Patria."
Presentazione Libro GELA Le operazioni dei reparti italiani(16-11-2008)
Domenica 16 novembre è stato presentato il libro “Gela, Le operazioni dei reparti italiani nella battaglia del 10 – 12 luglio 1943” del Magg. Giovanni Iacono presso la sede del 34° gruppo radar di Siracusa . Promotrice dell’iniziativa è stata l’Ass. Lamba Doria rappresentata dal Presidente Alberto Moscuzza, presente anche l’Ass. Parcadutisti d’Italia; I labari di entrambi le associazioni facevano da sfondo alla sala.
Oratori sono stati il Cav. Renato Sisino, Pres. Onorario dell’Ass. L. D., e, ovviamente, il Magg. Iacono. Un folto pubblico ha ascoltato con interesse i due interventi. Il Cav. Sisino, reduce e testimone oculare di quelle vicende , ha presentato l’autore del libro leggendo una breve biografia ed poi ha introdotto l’argomento del libro dando al suo discorso una certa solennità e coinvolgendo appieno gli uditori. Subito dopo ha preso la parola il Magg. Iacono per illustrare le fasi salienti dei fatti svoltisi nel territorio di Gela durante lo sbarco degli anglo-americani, e precisamente nei giorni 10-12 luglio 1943, prendendo in esame lo schieramento delle forze italiane - ben evidenziato dalle immagini proiettate sullo schermo di fronte al pubblico - a difesa del suolo siciliano, primo lembo di terra italiana ad essere conquistato dagli alleati – ad esclusione delle isole di Pantelleria e Lampedusa già occupate un mese prima. Il Magg. ha ben illustrato l’avanzata di quest’ultimi e i vari scontri ingaggiati fra i due eserciti; contrariamente a quello che molti credono, le nostre F.F. A.A. in Sicilia si sono battute valorosamente e hanno posto una – seppur blanda – resistenza contro la soverchiante forza nemica, e per numero e per qualità di armi in dotazione; tra l’altro lo sbarco anglo-americano fu preceduto da bombardamenti aerei e dal lancio di paracadutisti dietro le nostre linee, questi ultimi con il compito preciso di sabotare i collegamenti fra i vari reparti italiani e quindi rendendo difficile e disomogenea la controffensiva italiana sulla fronte del territorio gelese. Un accenno è stato fatto pure ad un argomento di cui, a tutt’oggi, poco si conosce e se ne parla, ovvero i crimini di guerra commessi sia dai nemici, dovevano essere fulminei nell’avanzata e non potevano “permettersi” di fare prigionieri, sia dai “nostri” alleati, i tedeschi, che in più occasioni tentarono di appropriarsi – a volte riuscendoci – delle armi dei soldati italiani per utilizzarle “al meglio” contro il nemico, ma a questi soprusi spesso i nostri reagivano armi in mano. Questi episodi indegni sono rimasti per la maggior parte impuniti.
Ecco le conclusioni.
Le cifre dei caduti, dispersi e feriti di entrambi gli schieramenti - illustrate dal Magg. Iacono e riportate sul libro - sono una prova eloquente della temerarietà e dello sprezzo del pericolo dimostrati dai soldati italiani in quelle ore convulse.
L’avanzata fulminea che si erano imposti gli alleati nella conquista della Sicilia durò ben trentotto giorni, molti fanno presto a dire che furono pochi, ma bisogna ricordare che i tedeschi ne impiegarono altrettanti per la conquista della Francia, ciò consente di capire come l’occupazione della Sicilia non è stata una semplice passeggiata.
LaMesa Mauro
Resp. Ass. Lamba Doria di Palazzolo Acreide
Rendiamo onore agli eroi siracusani senza medaglie (04-11-2006)
L’associazione siracusana “Lamba Doria” e la sezione locale dell’associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia hanno reso omaggio domenica 5 alle spoglie mortali dei Combattenti Siracusani caduti per servire L’Italia in tutte le guerre.
I sodalizi siracusani si sono soffermati sulle vittime civili dei bombardamenti anglo-americani dell’ultimo conflitto mondiale, una tragedia che Siracusa conobbe direttamente con pesanti bombardamenti, non di siti militari strategici, ma per portare ulteriore miseria verso una popolazione stremata dalla guerra .
L’iniziativa della manifestazione battezzata dai due Presidenti delle rispettive associazioni Alberto Moscuzza e Vittorio Tranchina “ EROI SIRACUSANI SENZA MEDAGLIA” ha lo scopo di far conoscere alla comunità siracusana il valore di tanti combattenti morti in diversi conflitti, dove vide il coraggio di tanti giovani immolarsi per la grandezza d’Italia in diversi conflitti dalla Guerre d’Indipendenza italiana, fino alla Guerra Civile del 1943-45.
Il Presidente dell’associazione Storico Militare “Lamba Doria” Alberto Moscuzza ha rimarcato durante il suo intervento che Siracusa non è soltanto l’incantevole città del sole, ricca di bellezze incomparabili, ma è anche terra di prodi, che con il loro sangue hanno segnato pagine della nostra storia Patria di alto Valore. Purtroppo ha concluso il Presidente dell’Associazione “Lamba Doria” le loro gesta oggi sono cadute in totale oblio:esempio eclatante lo stato conservativo delle lapidi tombali ormai illeggibili dal tempo o molte volte corrose, rimosse cancellando il loro sacrificio verso la Patria.
I Presidenti dei due sodalizi siracusani Alberto Moscuzza e Vittorio Tranchina lanciano un appello all’opinione pubblica, alle associazioni e istituzioni per “adottare” i tanti combattenti tumulati nel nostro cimitero, per ridare “Onore” al loro sacrificio dopo anni di vergognoso oblio.
Ponte dell’Anapo ai “Caduti del 10 luglio 1943” (12-07-2007)
Nel 2008 ricorre il 65° anniversario dello sbarco anglo-americano del 10 luglio 1943 sulle coste siracusane.
Un anniversario importante per la nostra memoria storica non solo locale ma nazionale, dove vide imponenti forze militari scontrarsi in armi nel nostro territorio, coinvolgendo la popolazione civile con duri bombardamenti che causarono centinaia di morti.
Per tale ricorrenza L’associazione Lamba Doria ha effettuato i primi incontri programmatici con varie associazioni culturali che raccolgono i più grandi collezionisti di mezzi militari del territorio nazionale in modo di poter far nascere anche a Siracusa come in Normandia un revival dello sbraco.
Un revival attuato con successo nelle coste della Normandia dove vede la partecipazione ogni anno di migliaia di persone non solo appassionate, ma anche di semplici curiosi, tutto questo non solo in nome della memoria storica, ma anche in nome di uno sviluppo economico che ogni anno fa aumentare l’entrate delle strutture ricettive turistiche.
L’incontro avvenuto nella sede del Museo della Memoria di Bologna con una delegazione dell’Associazione Culturale Lamba Doria composta dal Presidente Alberto Moscuzza, dal Responsabile Regionale dell’Emilia Romagna Col. Gian Luca Giuliani, del Responsabile Regionale della Sicilia Col. Enrico Messale con i delegati Romagnoli dei mezzi storici militari si è concluso con un protocollo d’intesa che vedrà la partecipazione di mezzi militari storici negli eventi celebrativi in programma nel mese di luglio nel territorio siracusano.
La principale celebrazione nel ricordo dello sbarco anglo-americano si avrà nel mese di luglio con l’intitolazione del Ponte dell’Anapo ai “Caduti del 10 luglio 1943” con la la partecipazione di Istituzioni militari e civili del territorio nazionale e delle famiglie di combattenti della Battaglia dell’Anapo.
L’Armistizio di Cassibile (estate 2007)
Perché ricordare l’Armistizio di Cassibile?
L’Associazione siracusana Lamba Doria tramite i suoi aderenti rendono noto che è importante dopo 64 anni trascorsi dalla ricorrenza di quel giorno dove vide Cassibile passare alla storia contemporanea con la resa incondizionata imposta dagli anglo-americani alle nostre forze armate.
L’armistizio firmato a Cassibile evince senza alcun ombra di dubbio alla storiografia contemporanea ormai senza nessun pregiudizio politico rappresentò lo sfascio totale dell’istituzione politico e militare del sistema Italia, attuato da un piccolo gruppo di generali italiani e dalla Casa di Savoia pensando di avere un salvacondotto dagli Alleati per uscirne indenni dalla guerra che stava andando a sfavore delle truppe italo tedesche; ma i fatti dimostrarono il contrario;poiché gli anglo-americani imposero all’Italia una umiliante consegna totale delle nostre armi e la consegna totale della nostra temuta flotta navale a Malta, ci domandiamo oggi dopo 64 anni se questo non fu un atto di alto tradimento verso tutti quei marinai morti per difendere la nostra Patria. I francesi, pur sotto le continue minacce di rappresaglie tedesche non consegnarono la loro flotta, ma l’autoaffondarono nel porto di Tolone dando un grande esempio di coraggio.
Oggi dopo 64 anni noi dell’associazione siracusana Lamba Doria chiediamo che quella data venga ricordata per portare a conoscenza alle nuove generazioni, come le improvvisate e incoscienti decisioni dei nostri alti comandi portarono come conseguenza l’inutile sacrificio di migliaia di nostri soldati (vedi “Cefalonia”) che senza alcun preavviso si videro un alleato inferocito per il tradimento rivolgersi contro causando una delle più grandi tragedie del nostro esercito.
Siracusa 27 febbraio la giornata della memoria (27-02-2008)
Comunicato stampa
L’associazione siracusana di storia militare “Lamba Doria” tramite il suo presidente Alberto Moscuzza lancia un appello al Sindaco di Siracusa essendo il primo cittadino di una grossa comunità, sensibile alla memoria storica, chiedendogli pubblicamente l’istituzione della giornata della memoria del “27 febbraio”.
Ormai trascorsi sessantasei anni dagli avvenimenti spesso tragici della seconda Guerra Mondiale, dove vide la comunità siracusana partecipe attiva dei duri bombardamenti, dove tutto ormai sta cadendo lentamente nell’oblio che avvolge le cose del passato. A volte tuttavia, basta il casuale ritrovamento di qualche immagine risalente a quegli anni, per riportare alla mente situazioni e fatti su cui si vuol sapere di più, o di cui riaffiora il ricordo in quanti all’epoca ne erano stati testimoni o solo spettatori.
La scelta della giornata del 27 febbraio ricade su un duro bombardamento che Siracusa conobbe nel 1943 dove trovo la morte una grossa percentuale di popolazione civile siracusana. Un bombardamento quello del 27 febbraio 1943 “terroristico verso una popolazione già colpita duramente dal conflitto, basta vedere le incisioni delle decine di frasi tombali che raccontano la tragedia del familiare strappato alla vita dalle bombe e mitragliamenti anglo-americani.
Bombe cadute nel capoluogo siracusano non per colpire basi militari o posti strategici, ma per causare un ulteriore disagio psicologico alla comunità siracusana, un mezzo per indebolire il sistema produttivo avversario, con azioni studiate nel minimo dettaglio per arrecare il massimo danno possibile.
Per questo credo doveroso in nome non solo dell’associazione Lamba Doria, ma di tutti i siracusani chiedere ad alta voce al nostro primo cittadino che questo dolore dovrebbe fare capire, soprattutto ai più giovani che quei giorni non possono cadere nel dimenticatoio, anzi dovremmo additare negativamente tutte quelle persone che vogliono far cadere nell’oblio le tragedie di quanto i bombardamenti hanno seminato nella nostra comunità siracusana.